La lapide di Ursus, quel ritratto altomedievale in cerca di identità

Secondo la leggenda, alla metà del VI secolo, 300 monaci orientali lasciarono la propria terra per scampare al conflitto innescato dallo scisma di Acacio e trovarono rifugio in Italia. Due di loro, Giovanni e Lazzaro, scelsero l’Umbria per fondarvi un’abbazia, che, da una visione ricevuta in sogno, venne intitolata al principe degli apostoli: nasceva così a Ferentillo (Terni)  S. Pietro in Valle, uno dei gioielli dell’arte medievale, custodito dallo splendido scrigno verde di una delle valli più belle del Centro Italia, la Valnerina.

loca defAl monumento e alla sua storia ho dedicato un ampio articolo uscito sul mensile “Medioevo” nel febbraio 2015, da cui è tratto il box che qui sotto riproduco, relativo alla lapide di Ursus.

E l’abbazia darà teatro dal 19 al 21 maggio 2017 del grande evento Michaelica, nel segno dell’Arcangelo, che ho curato in collaborazione con Pro Loco e Comune di Ferentillo e con la partecipazione del gruppo storico Fortebraccio Veregrense.

L’evento si avvale del patrocinio istituzionale di: Regione Umbria e Comune di Ferentillo. Hanno concesso il patrocinio culturale: Associazione Italia Langobardorum, Centro Studi Longobardi, Festival del Medioevo, Associazione Culturale Italia Medievale, Rievocare, Anticae Viae.

 

1

La lastra anteriore di marmo dell’altare della chiesetta dell’abbazia di San Pietro in Valle conserva una scena piuttosto originale. La didascalia che corre sui margini superiore e sinistro è la seguente: + HILDERICVS DAGILEOPA + IN HONORE(m) / S(an)C(t)I PETRI ET AMORE S(an)C(t)I LEO(nis) / ET S(an)C(t)I GRIGORII / PRO REMEDIO A(ni)M(ae). Si tratta quindi del pluteo fatto realizzare dal duca Ilderico Dagileopa, che resse il ducato di Spoleto tra il 739 e il 742 circa.

La lastra, fittamente decorata con motivi ornamentali a girandola e a rosa (probabili simboli solari), presenta al centro, ai piedi di tre oggetti a forma di croce (i patiboli del Golgotha? O forse tre croci astili? O ancora, tre flabelli, ventagli mutuati dall’uso orientale e utilizzati durante la liturgia?) due figure maschili barbute con copricapo aureolato e gonnellino (o tunica). Mentre l’uomo di destra non presenta particolari caratterizzazioni, quello di sinistra reca in mano un oggetto appuntito e tagliente, sopra e attorno al quale campeggia la scritta “VRSVS MAGESTER FECIT”.

Chi e cosa rappresentano? Entrambi sono ritratti in atteggiamento orante e con le braccia alzate, il che fa pensare che siano stati immortalati in un momento rituale: probabilmente il battesimo, se si considerano anche le due colombe e la coppa posta proprio sopra la testa della figura a destra. Il rito avveniva a quell’epoca ancora per immersione. A suggerire l’idea è anche il confronto con altre immagini coeve, che rappresentano inequivocabilmente scene di battesimo: così, ad esempio, il cofanetto in osso di san Ludger a Werden, che il monaco, evangelizzatore dei Frisoni e primo vescovo di Münster, usava come altare portatile (e la cui ordinazione episcopale è illustrata sempre con la stessa posizione in un codice del XII secolo conservato alla Biblioteca di Stato di Berlino). E così anche la teoria di figure scolpite sul sarcofago del vescovo Agilberto del Wessex conservato nella cripta dell’abbazia francese di Saint-Paul de Jouarre (ultimo quarto del VII secolo).

2

Si è anche pensato che la scena ritragga il sacrificio di Isacco: quindi il personaggio a sinistra sarebbe Abramo che brandisce il coltello, e quello di destra, appunto, Isacco. Un’altra possibilità è che i due raffigurino il committente della lastra, ossia il duca Ilderico, a destra, e l’esecutore, ovvero Urso, a sinistra, con quest’ultimo che si ritrae con lo scalpello in mano e “firma” l’opera rivendicando orgogliosamente la paternità del lavoro. Una recente indagine di Donatella Scortecci ha però identificato nella prima figura il duca Ilderico con in mano lo scramasax, classico “attributo militare” longobardo, e nella seconda lo stesso duca che spogliatosi dell’arma riceve il battesimo e diventa monaco in abbazia. E oggi questa sembra l’ipotesi più accreditata.

La presenza del nome dell’artista nell’arte altomedievale è un evento raro: artefici e maestranze nella quasi totalità dei casi sono infatti rimasti anonimi. Le testimonianze giunte integre si contano sulle dita di una mano: oltre al problematico (per via della datazione) “Adam magister” che compare su una semicolonnina ad intreccio del IX secolo in Sant’Ambrogio di Milano, sappiamo di un altro “magister Ursus” immortalato con gli allievi Iuvintinus e Iuvianus su una colonnina del ciborio della pieve di San Giorgio in Valpolicella (Vr) e di un “magister Johannes” che compare sulla lastra di Cumiano nell’abbazia di Bobbio (Pc). C’è poi il “magister Gennarius” che firma la lastra tombale del venerabile Gudiris nella chiesa di Santa Croce a Savigliano (Cn). Infine un certo Paganus (uno stuccatore, probabilmente il capomastro) che incise il suo nome vicino ad una finestra del Tempietto longobardo di Cividale del Friuli (vedi il mio articolo su “Medioevo” n. 216). Quello di Ursus, e degli altri qui citati, sarebbe dunque un caso rarissimo, in quest’epoca, di autocoscienza della propria abilità. Bisognerà attendere Wiligelmo e Benedetto Antelami perché cominci a evidenziarsi un concetto più “moderno” e personale di artista, e con esso la rivendicazione orgogliosa, davanti al committente ma anche al pubblico, della propria opera creativa.

© COPYRIGHT Elena Percivaldi – Medioevo . ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata

  • Elena Percivaldi, “Incanto in Valnerina”, in “Medioevo” n. 229 (febbraio 2016), pp. 92-103.

2017-04-22

(Da “Medioevo” n. 229 (febbraio 2016), pp. 92-103.)

 

Annunci

Un pensiero su “La lapide di Ursus, quel ritratto altomedievale in cerca di identità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...